

Storia ,Natura e Memoria.
colfiorito
Biografia di una terra millenaria
Situata sull’altopiano umbro-marchigiano, a oltre 750 metri di altitudine, Colfiorito è una frazione del Comune di Foligno che custodisce un patrimonio archeologico, naturale e culturale di inestimabile valore. Le sue origini affondano nel tempo, risalendo almeno all’Età del Bronzo, quando i primi insediamenti umani colonizzarono la zona grazie alla presenza di acqua, boschi e pascoli. Tracce preistoriche, come strumenti in selce e necropoli, testimoniano una continuità abitativa straordinaria.
Tra il X e il XV secolo a.C., questo altopiano divenne il cuore del territorio dei Plestini, popolazione umbra autoctona che lasciò dietro di sé una vasta necropoli con più di 250 tombe. Con l’espansione romana, nacque Plestia, un municipio fiorente e strategico dal punto di vista commerciale e militare. Qui si trovavano un foro, templi, portici e strade lastricate, e l’area fu coinvolta anche nella Seconda Guerra Punica (217 a.C.), quando l’esercito romano fu sconfitto dai cartaginesi nei pressi della piana.
Tra il X e il V secolo a.C., questo altopiano divenne il cuore del territorio dei Plestini, popolazione umbra autoctona che lasciò dietro di sé una vasta necropoli con più di 250 tombe. Con l’espansione romana, nacque Plestia, un municipio fiorente e strategico dal punto di vista commerciale e militare. Qui si trovavano un foro, templi, portici e strade lastricate, e l’area fu coinvolta anche nella Seconda Guerra Punica (217 a.C.), quando l’esercito romano fu sconfitto dai cartaginesi nei pressi della piana.
Nel V secolo Plestia divenne sede vescovile, ma con l’avanzare del medioevo fu progressivamente abbandonata. Le popolazioni si spostarono sui rilievi circostanti per motivi di difesa, fondando piccoli borghi e castellieri come Annifo e Popola. Tuttavia, l’importanza strategica del luogo non fu dimenticata: nel 1269 il Comune di Foligno vi eresse un castello, distrutto e poi ricostruito nel 1387 da Ugolino Trinci.
Dal tardo medioevo all’età moderna, Colfiorito fu teatro di diversi tentativi di bonifica della palude centrale, con opere idrauliche e mulini ad acqua. Le famiglie nobili locali, come gli Iacobilli e gli Orfini, cercarono di trasformare l’area in terra fertile. Alcune di queste opere si basavano su antichi ingegni romani, inclusi collettori e canali sotterranei.

Durante il XX secolo
La storia di Colfiorito si tinge anche di pagine più drammatiche, in particolare durante la Seconda Guerra Mondiale. In quegli anni difficili, l’altopiano divenne teatro di eventi dolorosi, trasformandosi in campo di internamento per prigionieri e civili, soprattutto per gli internati militari jugoslavi. Questo luogo, un tempo rifugio di natura incontaminata, fu tristemente testimone delle sofferenze di uomini costretti a vivere in condizioni durissime, tra la paura e la speranza.

Luglio1940-Settembre1943
"le casermette" militari degli anni '20 poi campi fascisti.
Iniziato con oltre 170 antifascisti politici , vennero poi aggiunti militari e civili stranieri , tra cui ,i primi, albanesi, montenegrini, britannici e neozelandesi, fino a superare i 1500 internati. Le condizioni erano particolarmente dure : capannoni umidi, senza riscaldamento, freddi intensi che d'inverno arrivavano fino ai - 40 gradi, scarsità di cibo e igiene.
tuttavia , grazie all'autogestione si sviluppò un' organizzazione interna : scuole clandestina, assemblee, gruppi culturali (ad esempio comunisti, anarchici, e cattolici ) organizzando dibattiti.
alcuni internati subirono maltrattamenti fisici o isolamento, altri persero la vita.
Chi riuscì a sopravvivere conquistò la libertà, nella notte del 22 settembre del 1943, con l'aiuto della popolazione locale, con una fuga di massa. oltre 1200 persone di salvarono e molti di loro si unirono ai gruppi partigiani nella zona appenninica tra Umbria e Marche.
Maria B., residente di Colfiorito:
“Mia nonna mi raccontava spesso di quando, durante la guerra, il campo di internamento portava tristezza e paura, ma anche speranza. Oggi passeggio nei campi e nei boschi che lei amava, felice che il nostro territorio sia diventato un simbolo di rinascita e pace.”
Lorenzo r., storico locale:
“Colfiorito rappresenta un crocevia di storia e natura unico. Lo studio delle sue vestigia archeologiche insieme alla memoria recente del campo di internamento ci offre un quadro completo di come il territorio sia stato plasmato dalle vicende umane.”
Giulia C., residente locale:
“Accompagnare i visitatori tra le praterie e gli stagni di Colfiorito è un’esperienza che unisce la bellezza della natura alla consapevolezza storica. Ogni angolo racconta una storia, e ogni passo è un viaggio nel tempo.”
Chi era
dusan golubovic
Uno dei tanti che persero la vita durante l'internamento ma la sua vicenda è ricordata in maniera emblematica. Su una targa commemorativa del Memoriale delle casermette compare questo breve ma significativo riconoscimento:
"… DUSAN GOLUBOVIC, colpito a morte il 22 febbraio 1943 da una sentinella…".
Noi, nella osteria abbiamo dedicato una sala alla sua memoria.
internato montenegrino, parte del gruppo di prigionieri jugoslavi infoibati nel Campo di Colfiorito nel 1940.
era conosciuto da molti compagni per essere attivo nelle attività culturali all'interno del campo e molto incline a tentativi di fuga e libertà.
venne ucciso da una sentinella dopo essersi avvicinato troppo alla recinzione esterna del campo.
Dusan rappresenta la determinazione degli internati nel cercare la libertà e contatto esterno anche a costo della vita. La sua morte è diventata simbolo dellla crudeltà del campo ancora oggi.

..tornando ai nostri giorni
Nel non lontano 1997,Colfiorito subì gravi danni a causa del terremoto, evento che segno profondamente la popolazione e il territorio tutto. Con epicentro tra Colfiorito e Annifo si registra uno degli eventi sismici piu significativi dell’appennino centrale che causò vittime, enormi danni diffusi in molte località circostanti tra cui Foligno, Cesi, Serravalle, Camerino e Assisi.
La ricostruzione è stata completata quasi del tutto nel corso dei 10 anni successivi caratterizzata dal l’incredibile coinvolgimento diretto della comunità ed un esempio di resilienza per tutto il centro Italia.

OGGI
, Colfiorito è un punto di riferimento per l’archeologia e l’ecologia. Il suo Museo Archeologico ospita oltre 1.400 reperti tra armi, ornamenti, ceramiche e tombe ricostruite, offrendo uno sguardo profondo sulla civiltà dei Plestini. Ma è anche un esempio virtuoso di tutela ambientale: la Palude di Colfiorito, oggi Parco Regionale istituito nel 1995, è una zona umida di rilevanza internazionale, protetta dalla Convenzione di Ramsar. Il parco è meta di birdwatcher, escursionisti e naturalisti, grazie alla sua straordinaria biodiversità.
Colfiorito rappresenta un esempio di come natura e memoria possano convivere e arricchirsi reciprocamente.
itinerari
ARCHEOLOGIA
Durata: 2–3 ore
Luoghi
• Museo Archeologico di Colfiorito
• Necropoli dei Plestini (area esterna)
• Resti dell’antico municipio romano di Plestia
• Chiesa di Santa Maria di Pistia
Perfetto per gli amanti della storia antica e della civiltà umbra-romana.


NATURA nel Parco di Colfiorito
Durata: 3–4 ore
Difficoltà: facile
Percorso:
• Partenza dal Centro Visite del Parco
• Passeggiata lungo il sentiero anello della Palude (circa 5 km)
• Soste per birdwatching (aironi, tarabusi, falchi di palude)
• Visita alla Botte dei Varano (opera idraulica rinascimentale)
Ideale per famiglie, fotografi naturalisti e amanti del trekking leggero.
IN BICICLETTA SULL'ALTOPIANO
Durata: 2–3 ore
Lunghezza: 15–20 km
Itinerario:
• Anello Colfiorito – Verchiano – Capodacqua – Palude – Colfiorito
• Percorso asfaltato e sterrato misto, adatto a mountain bike o e-bike
Un’esperienza immersiva tra campi coltivati, alture e panorami silenziosi.

BORGHI E CASTELLI
Durata: 1 giornata
Tappe consigliate:
• Colfiorito (centro storico e castello)
• Monte Orve e il suo castelliere preistorico
• Annifo e la rocca medievale
• Popola (tipico borgo di altura con panorama)
Consigliato a chi vuole unire natura, paesaggio e tradizione architettonica.
"...Visitare Colfiorito significa immergersi in uno scenario di straordinaria bellezza, scoprire un passato affascinante e onorare la memoria di chi ha vissuto momenti di Storia millenaria e resilienza."
Fonti fotografiche e informative : "dall'internamento alla liberta" di Olga Lucchi. Archivio Maggiolini Mazzoni. sito del Comune di Foligno . catalogo dei beni culturali dell' ANPI Perugia. ISUC Umbria











